La festa della donna è passata, ma non per questo certi argomenti vanno spazzati “sotto il tappeto”. Oggi l’elefante (convinto femminista intersezionale) vi parla di uno dei casi editoriali che più lo avevano fatto sperare negli ultimi anni, e del suo sequel che è appena comparso nelle librerie.

Proprio così, parliamo di “Storie della Buonanotte per bambine ribelli“. Ma non il primo, il secondo.

Infatti è da poco uscito “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2”.

IL PRIMO LIBRO: UN SUCCESSO INASPETTATO

Non è passato molto da che usciva il primo “Storie della Buonanotte per bambine ribelli”: un libro nato come progetto indipendente e finanziato tramite crowdfunding su Kickstarter, che però è arrivato in Italia niente meno che con il colosso Mondadori.

Venne presentato come tutto ciò che in Italia era sempre mancato: un libro che parlasse di donne forti, ma reali. Un libro chiaro e accessibile alle bambine che fosse anche in grado di “appassionarle” e dare loro dei “modelli di riferimento”.

Il tutto condito da una grafica impressionante. Allegra, ma anche variegata.

Ogni donna un ritratto, ogni ritratto un’artista diversa, donna per giunta. ..Già, perché se le donne non sostengono le donne chi lo farà? Si trattava a dire il vero di un’iniziativa in parte ideologica, ma la cosa non mi dispiaceva affatto. Ero, e sono tutt’ora convinta che sia questa la strada da percorrere per eliminare le discriminazioni di genere.  La cultura del maschilismo non si cancellerà da sola: è necessario intervenire in maniera consapevole per fornire alle bambine quanta più scelta possibile per il loro futuro. Far loro capire che nella vita non c’è nulla che potrà impedir loro di fare quel che vorranno fare. E questo era proprio ciò che il libro si prefiggeva: infatti il successo che ha avuto parla da solo. io stessa, entusiasta della prima ora, corsi in negozio a comprare la mia copia al lancio.

CRITICHE E LAMENTELE

Sarebbe un’iniziativa meravigliosa, su cui non si potrebbe trovare assolutamente nulla da ridire, se non fosse che non è così e la cosa è facilmente verificabile facendo una rapida ricerca su Google. Addirittura il blog Galline Volanti è sceso in campo criticando il libro.

I punti messi in discussione sono più o meno i seguenti : in primis l’eccessiva “semplicità” delle storie presenti al suo interno,secondo poi la scelta delle storie, tanto che le autrici del blog arrivano a scrivere:

E crediamo forse che nostra figlia si faccia ispirare da Hillary Clinton o da una guerriera Apache più che dalle figure a lei vicine?

Su questo punto penso si potrebbe discutere per ore. Certo il libro non piace e l’articolo che ne spiega le ragioni è lungo e complesso, ma davvero, non vedo perché una bambina non possa trovare ispirazione anche in figure che sono lontane da lei. Con tutto il rispetto per le casalinghe (anche mia madre lo è) non tutte le bambine sognano di diventare mogli e/o madri. Ma come puoi sognare di fare l’astronauta se non sai che ci sono astronaute?

O la “guerriera” quando così poche donne sono nell’esercito? I libri esistono da sempre per fornirci ciò che non sempre possiamo trovare nelle nostre immediate vicinanze. Sono una finestra sull'”altrove”…sul possibile. …E sì, penso che una bimba possa farsi ispirare anche da una guerriera Apache più che dalle donne vicine, se queste donne non rispecchiano ciò che lei vorrà diventare da grande.  Chi da piccolo leggendo non sognava di somigliare agli eroi dei suoi libri o dei suoi fumetti?

O di diventare da grande, come il suo allenatore di Pokémon preferito? Oppure ancora un cavaliere dello Zodiaco? “Storie della Buonanotte per bambine ribelli” cerca di fornire modelli alternativi. Donne reali che hanno avuto un impatto sul mondo e questo va lodato e non penso si possa mettere in discussione.

Il modo in cui lo fa ha però delle grosse pecche, e anche questo non si può discutere.

UN BUON LIBRO NON NASCE (SOLO) DA BUONE INTENZIONI

A dispetto dell’ottima grafica e della campagna pubblicitaria massiva che hanno accompagnato il libro, i testi risultano trattati superficialmente. Banali, buttati lì. Le stesse Galline Volanti ne hanno parlato e su quest’ultimo punto è impossibile dar loro torto.

Inoltre, per quanto mi piacciano lo spirito e le intenzioni che fin da principio hanno mosso questo progetto editoriale (non voglio maliziosamente vederci solo una gigantesca e ben congegnata operazione commerciale) è anche vero che non bastano le buone intenzioni a fare di un libro un buon libro. Ricomprerei “Storie della buonanotte per bambine ribelli”?

La cosa potrà sorprendere alcuni, ma sì.

Lo farei. 

Perché è una novità e tratta temi importanti, (sebbene in maniera spudoratamente superficiale) ma ha dei meriti: grazie a questo libro abbiamo parlato di donne che hanno fatto la storia con un fervore tutto nuovo per l’Italia e il suo successo ha dato il via a numerosi “imitatori” che anche solo nella speranza di ottenere un ritorno economico stanno dando alle donne della storia la dignità che si meritano e che finora gli era sempre stata negata.

Erano relegate in secondo piano, dimenticate su scaffali polverosi, ma ora…ora vanno addirittura di moda. e questo dà a noi (lettori) un’ampia scelta. Una scelta che ora ha una visibilità tutta nuova

E questo…Dio sa quanto in Italia ci mancasse.

C’ERA PROPRIO BISOGNO DI UN  SEGUITO?

Qui tocchiamo finalmente il tasto dolente. Per quanto mi piacerebbe poter dire il contrario la mia risposta alla domanda è “No“.

Esattamente per questa ragione non comprerò “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2”.

Questo libro si preannuncia come una “copia” del precedente, questa volta davvero una grossa operazione di marketing tra l’altro troppo sospettosamente vicina all’uscita del primo libro.

Quasi come se volessero “mungere la mucca” finché è ancora possibile, prima che l’entusiasmo del pubblico inizi a scemare.

Non ci sono solo 100 donne importanti nella storia, potremmo trovarne molte di più ( e l’hanno fatto!) ma non credo che l’obbiettivo di simili pubblicazioni dovrebbe essere accumulare liste su liste di smunte didascalie fino a raggiungere l’effetto “elenco telefonico”.

Mentre nel primo libro vedevo per lo meno “cuore”, questo seguito sembra essere privo anche di quello e in breve di qualsiasi altro scopo (che non sia quello di lucro).

Non si prende atto delle criticità del primo libro e non si tenta di correggerle. Semplicemente si ripropone una formula che si sa già che funzionerà, in una mossa pigra e poco “avventurosa” che è tutto il contrario di quello che aveva portato al lancio e al successo stratosferico di “Storie della Buonanotte per bambine ribelli”.

Storie della Buonanotte per bambine ribelli 2” ha in sé un che di statico, non è un passo avanti. Non è proprio un passo. E non ha senso di essere.

Questa la mia opinione e spero vivamente di poterla cambiare in futuro, magari anche grazie a qualche nuovo progetto di Timbuktu Labs. 

Elena Favilli e Francesca Cavallo potrebbero stupirci di nuovo in futuro, ma per ora ci sono altri libri che hanno la priorità: come i 7 LIBRI DAI 7 ANNI PER FESTEGGIARE L’ 8 MARZO.

Dai 10 anni in su invece potete dare un’occhiata a:

  • La piccola Charlotte Filmmaker (ispirato al personaggio storico di Charlotte Reiniger, shilouettista tedesca)
  • Lei (Racconta la storia di Vivenne Maier dal punto di vista della sua macchina fotografica)
  • Le suffragette (Storia delle Punkhurst e delle attiviste a loro vicine raccontata ai più piccoli, parte della collana “I grandissimi”)

Link utili:

  • Qui l’articolo di “Galline Volanti” –> http://gallinevolanti.com/storie-della-buonanotte-per-bambine-ribelli/

 

Titolo opera: Fiabe della buonanotte per bambine ribelli

Autore: Elena Favilli e Francesca Cavallo

Editore: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2017