(3 / 5)

Ciao a tutti i lettori e le lettrici del blog:) oggi, dopo fin troppi di silenzio si torna finalmente a parlare di libri per bambini.

Il titolo di oggi mi è stato segnalato <3 cosa che mi ha fatto molo piacere anche perché il mio, di solito, è un blog silenzioso. *Lancia un’occhiata colma di desolazione alla desertica sezione dei commenti*.

Si tratta di “Colori Ribelli” di Antonella Milardi, pubblicato dalla casa editrice Milena Edizioni e illustrato alla perfezione da Alessandro Coppola, che ci regala delle illustrazioni assolutamente degne di nota.

IL CORAGGIO DI PRENDERE POSIZIONE: LA CASA EDITRICE 

 

Milena Edizioni è una casa editrice laica a favore dei diritti civili e di un’educazione cosciente e responsabile. Riteniamo che con la letteratura si possa ancora migliorare il mondo e il primo strumento di “comprensione” continui a essere il libro. Sono le idee che cambiano la storia e i libri sono scrigni di idee e pensieri. I libri rivelano la realtà laddove i media la camuffano, sono quelle voci fuori coro che non sanno adeguarsi, né accontentarsi. Leggere è la prima azione di chi si ribella.

– Presentazione della Casa editrice dal sito Milenaedizioni.

Inizio subito con il dire che “Colori Ribelli”, seppur non perfetto, nel complesso mi è piaciuto, così come mi è piaciuto l’approccio della Casa Editrice, che sul suo sito ufficiale non è per le mezze misure. 

Si dichiara apertamente laica, e sostiene titoli:

  1. Contro l’omofobia
  2. Pro-educazione (intesa come educare al pensiero critico e non indottrinare)
  3. Antirazzista e non xenofoba (e già con questi 3 punti si guadagna il mio rispetto)
  4. Contro la politica (–> punto che non condivido, ma apprezzo comunque il coraggio di chi prende posizione anche se questo vuol potenzialmente dire perdere lettori/clienti.)

Inoltre come già sapete, penso che sia molto importante sostenere nuovi autori nel panorama italiano, cosa che questa Casa Editrice fa: quando il budget si restringe è facile scegliere di pubblicare sempre “i soliti noti” …è invece rischioso far leva su storie e idee nuove, specie quando sono controcorrente rispetto al clima attuale, che si chiude a riccio e vuole spingerci a credere che un individuo vale più o meno di un altro per la sua provenienza, la sua religione, la sua sessualità.

Io non penso che un libro debba insegnare cos’è giusto e cosa sbagliato, piuttosto espandere gli orizzonti di chi lo legge. Aggiungere e non sottrarre. Far crescere, e non limitare. “Colori ribelli”, con una storia in rima, prova a fare proprio questo, spingendo il bambino a riflettere su distinzioni alle quali è abituato fin dalla nascita (rosa per le bimbe e blu per bimbi) e che quindi difficilmente metterà in discussione da solo.

Libri che dicono cosa è giusto e cosa sbagliato. Libri che non fanno domande e non ci portano a farne di nuove, sono libri morti. Inutili.

Incatenare le storie per servire la propria narrativa è contro tutto quello in cui credo e contro quello che mi spinge a continuare il blog, per questo ho voluto schierarmi più del solito oggi, e ringrazio chi, come Milena Edizioni, ha il coraggio di farlo tutti i giorni.

COLORI RIBELLI

-UN LIBRO CHE VUOLE SPINGERCI

A FARCI DELLE DOMANDE SULLA PARITà DI GENERE-

La trama del libro è molto semplice: il rosa e l’azzurro, stufi della solita vita a loro riservata (il rosa sempre a colorare cose da femmine, e l’azzurro sempre a colorare cose da maschi) decidono dopo una chiacchierata, di scambiarsi i posti fra loro. …Quasi si trattasse di un gioco fra amici!

In effetti i due colori sono anche gli unici che riescono a trovare la cosa divertente, mentre “scienziati” e leader mondiali sono disperati per via dell’accaduto.

L’inversione dei colori li getta letteralmente nel panico, tanto che ci sarebbe quasi da riderne se la situazione non rispecchiasse fin troppo bene la realtà.

I colori alla fine decidono di concedersi più libertà e ogni anno, a Dicembre, si scambiano di posto.

Non si parla solo del rosa e dell’azzurro, ma di tutti i colori dell’arcobaleno, che decidono di andare a colorare cose a cui non avevano mai pensato prima. Gli uomini superano la paura del cambiamento e anzi, attendono Dicembre con impazienza per vedere nuove e variegate combinazioni di colore.

Il rosa e l’azzurro in questa storia fanno quello che dovremmo fare tutti: vedono una situazione che a loro non piace, si Interrogano sul perché sia così, e vanno oltre le distinzioni arbitrarie, come appunto quelle di genere, per concedersi nuove possibilità espressive. 

COSA POTEVA ESSERE MIGLIORATO?

Come avrete notato fin’ora ho parlato molto bene del libro, e tuttavia gli ho dato  3 stelle  non di più. Come mai? Il libro tratta temi forti, attuali, prende una posizione delineata e la spiega con delicatezza al bambino, tuttavia dal punto di vista narrativo, la mia impressione è che il testo potesse essere migliorato (magari accorciandolo). L’albo è caratterizzato da diversi “muri di testo” che possono scoraggiare il bambino alla lettura o all’ascolto.

Anche il lessico in alcuni punti è molto complesso (basti pensare che io, 24 anni, ho dovuto “googlare” un termine del cui significato non ero certa).  La parola è “Discromatopsia” nel caso in cui ve lo steste chiedendo e non so quanti bambini ci siano là fuori che sappiano di cosa si tratta.  La mia impressione è che a volte si sia “ingarbugliato” un po’ il testo pur di mantenere forzatamente la rima, e almeno a livello personale, è una scelta che non avrei fatto.

Inoltre c’è un passo che parla addirittura dei “complottari” odierni….insomma, a mio avviso appare chiaro che il libro sia stato pensato per bambini abbastanza grandicelli (dire 10-11 anni come età adatta) e vada comunque affrontato con il genitore affianco…anche così la carne al fuoco è tanta…forse troppa.

Io, per esempio, ho apprezzato molto la citazione alla battaglia contro i mulini a vento, resa anche graficamente dal mulino integro a inizio albo, e poi distrutto alla fine, ma anche quella è una chicca per l’adulto….

Avrei apprezzato una maggiore leggerezza.

 

Nel  complesso comunque vi invito a dargli un’occhiata e magari ad acquistarlo per sostenere il lavoro importante che sta dietro a testi come questo. Potrebbe essere un ottimo spunto per avviare una discussione sulla parità di genere assieme ai vostri figli 🙂