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GIUNTI

2012

pp.383

Budo è un amico immaginario. Chi lo ha creato è Max Delaney, un bambino autistico. È proprio questo suo modo di essere che ha permesso a Budo di essere diverso dagli altri amici immaginari.

È intelligente, pieno di spirito d’osservazione e il suo aspetto è molto dettagliato e simile a quello umano. Molti amici immaginari non hanno questa fortuna, alle volte gli mancano sopracciglia, naso, bocca o altro.

Più l’ amico immaginante ha immaginazione più l’ amico immaginario è realistico e intelligente, oltre ad avere una vita più lunga. Ecco che compare il concetto di morte.

Cosa succede agli amici immaginari quando si smette di credere in loro? Cosa succede quando scompaiono? Budo è ossessionato da quest’ ultima domanda, ha visto molti suoi simili sparire e ha paura di quando succederà anche a lui.

Nel corso della storia essere immaginario gli permette di stare vicino al suo amico Max praticamente sempre ma non può intervenire nel mondo reale, quindi quando Max viene rapito può fare ben poco. Non può interagire con le persone e gli oggetti, quello che può fare però è interagire con le idee.

“Sembra che respiri, ma respiro solo l’idea dell’aria”

 

Per questo gli serve l’aiuto di Oswald, un suo simile che vive nel reparto psichiatrico di un ospedale, egli è infatti l’unico amico immaginario che può, seppur con una certa difficoltà, spostare gli oggetti del mondo reale.

 

I due tenteranno insieme di salvare Max,

che preferirà affidarsi al loro aiuto piuttosto che alle sue sole forze.

 

Budo dovrà convincere il suo amico a salvarsi da solo, anche se questo volesse dire perderlo, e convincerlo della sua inesistenza. Lui sa cosa succederà una volta che Max smetterà di credere in lui. Scomparirà. Quello che non sa è cosa potrà accadere in seguito.

Quindi?

Bella domanda, il libro hs un finale “misterioso” su cui non dirò di più (leggetelo!)

Un bel punto di domanda che lascia un po’ di amaro in bocca.

Un libro che consiglio? Sì, nonostante proprio il finale non mi abbia proprio soddisfatta.

Nonostante tutto è un libro estremamente interessante, e ho trovato assolutamente intrigante l’idea di rendere gli amici immaginari reali, ma in una realtà parallela fatta per loro.