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David Lucas
2011, Valentina Edizioni

Oggi parliamo di un libro che pare molto amato da chi lo conosce, ma che personalmente non mi ha colpita più di tanto.
Il titolo è “Qualcosa da fare” e la storia è quella di un orsetto e del suo papà che si ritrovano di colpo senza nulla da fare.
“Non c’è nulla da fare” dice l’orsacchiotto.

UN LIBRO SULLA NOIA E COME COMBATTERLA

I due partono per una lunga passeggiata alla ricerca di qualcosa che li aiuti a far passare il tempo e trovano un bastoncino.
Crack! Una volta spezzato a metà i due hanno finalmente qualcosa da fare.
Riuscite a indovinare cosa?
I due usano Il bastoncino (ora i due bastoncini) per disegnare nella neve una grande luna e una notte stellata.
La noia è sparita, e per l’orsetto e il suo papà è tempo di giochi e tenerezza.
Proprio quando fame e stanchezza iniziano a farsi sentire, ecco comparire una piccola casa nel paesaggio innevato. Ovviamente la casa è proprio quella dei due orsi e sulla soglia ad attenderli c’è mamma orsa che li accoglie chiedendo loro “Avete trovato qualcosa da fare?”.

PRO, CONTRO E PERPLESSITà

“Qualcosa da fare” è un libro estremamente semplice nella sua struttura e con pochissimo testo, il che lo renderebbe adatto all’asilo nido per cui online lo vedo consigliato.
Spesso infatti il testo si riduce ad un “Guarda ____!” a seconda di quello che i due orsi stanno disegnando.

Non mi sorprende quindi che lo si pensi adatto a quel tipo di pubblico, allo stesso tempo però ho i miei dubbi sul fatto che un bambino molto piccolo riesca effettivamente a “capire la storia”.
La trama è basata su un gioco di fantasia e richiede un minimo di capacità di astrazione per essere capita, cosa che spesso i bambini molto piccoli non hanno.
Ma forse non si tratta di un libro per l’asilo nido, quanto piuttosto di uno per la materna.
In quel caso però il tutto risulterebbe tragicamente semplificato, al punto da poter essere considerato quasi noioso.
Qualcosa da fare risulta troppo complesso per il nido, e troppo facile per l’asilo e sebbene teoricamente si possa leggere ad entrambi i pubblici, non è perfetto per nessuno dei due. Mah…

UN TITOLO CARINO, MA NULLA DI PIù

Libro carino, ma non bello. Ha di positivo l’atmosfera generalmente dolce e ovattata. Quasi onirica.
Un’altra cosa che però mi ha vagamente disturbata è il fatto che mamma orsa sia presente in copertina ma non compaia per tutto il libro salvo poi alla fine (dopo che l’avventura è finita) sulla soglia di casa per chiedere ai due orsi se hanno trovato qualcosa da fare.
Una figura femminile completamente marginale che non ha altro scopo che offrire un rifugio ai due “avventurieri” dopo che il loro fantastico viaggio è terminato.

Senza contare che quando compare lo fa legata all’ambiente domestico. Vagamente sessista come cosa. Non che sconsigli il libro solo per questo dettaglio, ma di sicuro la cosa non aiuta la causa.
Lo consiglierei? Personalmente no, basta guardarsi in giro…c’è di meglio.