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Oggi parliamo di un lavoro che nasce dalla collaborazione di Julie Fogliano e Erin E.Stead dinamico duo che già ci aveva regalato “Se vuoi vedere una balena” ( mi pareva che quelle illustrazioni avessero un’aria famigliare!).

Non ne ho ancora parlato qui nel blog, e dovrò posticipare ancora quel titolo particolare visto che oggi andremo a trattare un altro titolo di Fogliano e Stead:  “E poi… è primavera”, edito in Italia dalla Babalibri.

Dopotutto, con le temperature che si alzano e gli alberi in fiore quale momento migliore per parlarne?

LA TRAMA IN DUE PAROLE

“E poi… è primavera” è uno dei pochi titoli che conosca che contiene i puntini di sospensione. Se ci fosse il mio zampino direi che tutto è dovuto ad una sorta di dipendenza da questi simpatici elementi del testo, ma visto che l’autrice in questo caso è molto più avveduta possiamo dedurre che il significato di questa scelta dev’essere tutt’altro.

Sì, il libro vuole darci fin dalla prima riga l’idea chiara che ci sarà da attendere perché la primavera arrivi, e proprio l’attesa, oltre ad un bimbo, il suo cane e l’orto che i due osservano crescere, è uno dei principali protagonisti  del racconto.

Tutto inizia con la terra, che è di un marrone brullo e sconsolante e non sembra avere intenzione di cambiare…e poi?

Poi c’è un bambino che pianta dei semi. Sono i semi del suo piccolo orto.

Tanti piccoli mucchi di terra ognuno contrassegnato da un cartellino. Ma prendersi cura dei semi non è facile: ci sono pericoli ovunque, uccelli affamati, orsi dai grossi piedi.

Il bambino controlla ogni giorno pazientemente quella terra marrone, e attende che cambi qualcosa, pagina dopo pagina, con pazienza, perché non si possono forzare i tempi della natura.

PRO E CONTRO DI UN LIBRO “LENTO”

“E poi…è primavera” è un titolo molto bello, ma non me la sentirei di consigliarlo a chiunque: è un libro dalla narrazione lenta, sebbene con poco testo, che proprio alla lentezza e all’attesa dà un valore fondamentale.

Anche le illustrazioni hanno colori tendenti al pastello che infondono tranquillità. Sono convinta che per apprezzare questo titolo ci voglia uno spirito particolare: ci sono altri libri che spiegano le stagioni, ci sono altri libri che spiegano l’orto (uno “La vita segreta dell’orto” edito dalla stessa Babalibri), ma pochi a mio avviso lo fanno con un’ottica così particolare.

“E poi…è primavera” non è un titolo adrenalinico o super accattivante, e se quello è il genere che vi piace certamente non fa per voi. No, non vuole correre per farsi leggere fino all’ultima pagina, vuole che indugiamo con gli occhi sulle pagine, sugli animali e i paesaggi che le abitano. 

Le tane delle talpe sotto la terra, i semi che “ce la stanno mettendo tutta” per dirla con le parole dell’autrice.

AVVICINARSI AD UN ORTO DOLCE, FATTO DI DETTAGLI E PAZIENZA

E poi …è primavera può aiutare i più piccoli scoprire il piacere di prendersi cura di un piccolo orto  avvicinandoli ad un concetto di “agricoltura dolce” in armonia con i tempi della natura.

…e chissà che quella lentezza, che per alcuni potrebbe essere un difetto, non sia quello che ci manca nella vita moderna e un buon valore da poter trasmettere a chi ci seguirà.

Al titolo dò 3 stelle perché per come è strutturato si addice di più ad un tipo di lettura “privato”, uno a uno, genitore e figlio, magari contestualizzato ad un piccolo progetto nell’orto che alla lettura pubblica, che è ciò di cui mi occupo io.

Inoltre come ho detto non lo consiglierei a tutti, ma per chi ha interesse per un approccio più “lento” alla vita è sicuramente una buona opzione. il titolo non è immune anche da una buona dose di ironia (orsi  e uccellini in bavaglino compresi). Da provare.