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Titolo opera: Il piccolo giardiniere
Età consigliata: 3-6 anni
Autore: Emily Hughes
Editore: Settenove
Anno di pubblicazione: 2015
Copertina rigida, rilegato, 40 pag.
Fascia di prezzo: 12,00-15,00€
Pro: illustrazioni affascinanti, valorizza la solidarietà
Contro: generalmente monotono

Coltivo il mio giardino, e il mio giardino mi coltiva.
– Robert Brault

DUE PAROLE SULLA TRAMA

Il piccolo giardiniere dà davvero il meglio di sé per prendersi cura del suo giardino, ma nonostante ciò il giardino sta morendo, l’impegno del suo piccolo giardiniere non basta a tenerlo in vita, e questo è un punto importante perché insegna ai bambini una verità fondamentale per quanto scomoda: “Non sempre il nostro meglio è abbastanza”…questo insegnamento viene tuttavia impartito dal libro in maniera dolce e delicata, mai brusca o in modo tale da indurre il piccolo a scoraggiarsi.

Viene inoltre valorizzato il concetto di solidarietà, ma l’aiuto non è gratuito: va guadagnato con le azioni, il piccolo giardiniere infatti è talmente piccolo che nessuno riesce a rendersi conto della sua presenza, né delle sue difficoltà…e lui lascerà che sia il suo lavoro a farsi sentire. Decisamente un libro toccante e delicato.

IL GIARDINAGGIO NON FA PER TUTTI, NEANCHE SULLA CARTA

Devo iniziare questo post scrivendo prima di tutto una cosa: il piccolo giardiniere (parliamo dell’albo illustrato dell’autrice Emily Hughes e non dell’omonimo di Battut e Stoppa, che non ho ancora letto) non faceva parte del mio solito “catalogo”.

L’ho conosciuto perché è una delle letture abituali di una delle mie colleghe e io mi ci sono avvicinata solo dopo aver visto l’effetto che ha sui bambini, i quali restano letteralmente incantati dalle bellissime e dettagliatissime immagini del libro.

In effetti questo libro ai bambini piace, soprattutto a quelli della fascia attorno ai quattro/cinque anni: la storia è molto breve, ma è piena di messaggi positivi, s’incentra sul lavorare sodo, ma anche sul saper chiedere l’aiuto degli altri quando qualcosa è effettivamente fuori dalle nostre possibilità, e ultimo ma non ultimo, vuole mettere in risalto l’idea che un’azione vale più di mille parole.

Perché dunque solo tre stelline e mezza? Semplicemente perché nonostante le illustrazioni a dir poco magnifiche ( e così piene di dettagli che ci si potrebbe perdere dentro) non è un libro che è riuscito a rimanermi nel cuore.

UN LIBRO DI BUONISSIMA FATTURA, CHE  NON RIESO AD AMARE

Non mi è rimasto “impresso” per così dire: leggendo quotidianamente molti libri per l’infanzia ( a causa del mio Servizio Civile) questo è diventato per me uno di quei titoli che so di poter portare alle letture, ma che comunque si “perde nel mucchio” con altri libri di buona qualità, dei quali però, non mi verrebbe mai in mente di acquistare una copia per me; cosa che nonostante l’età “avanzatella” per il tipo di lettura ho fatto con altri titoli.

In generale comunque “Il piccolo giardiniere” è un titolo molto apprezzato e a ragione, ed è anche vero che il mio voto è un po’ più basso di quello che solitamente gli viene dato (basta vedere il giudizio degli utenti di Amazon, il cui verdetto si aggira attorno alle quattro/quattro stelline e mezza circa).

Devo confessare di aver avuto un po’ d’indecisione riguardo a questo titolo, ma poi ho pensato “Al diavolo: è pur sempre il mio blog e io ci scrivo le mie opinioni”…e via con le tre stelline e mezza.

Il fattore determinante per questa decisione sono le stesse immagini di cui finora ho tessuto le lodi, sì perché passato “l’effetto meraviglia” delle prime letture un giardino resta sempre un giardino, e questo in particolare, una volta che si sono scoperti tutti i piccoli dettagli al suo interno tende ad annoiare, almeno me.

AMBIENTAZIONI DETTAGLIATISSIME, MA   BASTA QUESTO A FARE UN BUON LIBRO?

In generale poi il fatto che il giardino e il suo giardiniere sono tutto ciò che ci viene mostrato durante tutto l’arco della storia non aiuta, aumentando il “fattore ripetitività”.

Prima che mi assaliate di critiche, sì, sono consapevole del fatto che la ripetitività spesso sia un bene per il bambino perché lo conforta, e gli rende la storia più familiare e piacevole, ma questo succede quando non si sconfina nella monotonia, che può al contrario essere causa di una perdita d’attenzione.

In generale anche i toni e i colori sono uniformi. non c’è un momento per così dire “di maggior azione”, un climax del racconto, ma solo uno snodarsi lento della trama. Come lo scorrere di un fiume, quieto e pacifico (troppo per i miei gusti). Va detto che le caratteristiche che ho elencato non sono per forza difetti e sicuramente ci sarà qualcuno che apprezzerà il libro proprio per le stesse ragioni per cui ora lo sto criticando, alla fine la lettura è proprio questo: una questione di gusti e questo piccolo “tesoro botanico” non incontra pienamente i miei.

Anche se, ad amor del vero devo ammettere che é fatto molto bene, è gradevole e funziona soprattutto quando si deve aprire una lettura, in parte proprio grazie al suo “mood” calmo e all’atmosfera tranquilla.

Bambini presenti alla lettura: 18  Voti positivi: 9