(4 / 5)
Titolo opera: Piccolo Elliot nella grande città
Età consigliata:  dai 3 o 5 anni
Autore/Illustratore: Mike Curato
Editore: Il Castoro
Anno di pubblicazione:  2016
Copertina rigida: 40 pag.
Prezzo: 13,50 €
Pro: splendidamente illustrato, buona storia sul valore dell’amicizia
Contro: toni generalmente cupi*

 

PICCOLA PREMESSA

Prima che orde di fan del Piccolo Elliot mi assalgano ci tengo a precisarlo: lo so che la rappresentazione cupa della Grande Città è voluta dall’autore e del tutto intenzionale  semplicemente avrei preferito che il grigiore della città venisse “alleggerito”, a tratti, per dare alle scene un minimo di allegria e ariosità in più.

Personalmente mi piacciono le scene un po’ più luminose e Curato, bravo com’è avrebbe potuto benissimo rappresentare la Grande Città senza renderla per forza  così “opprimente”.

Questa città scura è senza dubbio funzionale alla trama dal momento che ci aiuta a percepire meglio l’alienazione e la solitudine dell’elefantino ma abbinata ai toni pastello che caratterizzano Elliot e la sua casa generano in me un senso di malinconia quasi “eccessivo” che persiste fino al momento dell’incontro fra Elliot e Topino.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: IL MONDO VISTO CON GLI OCCHI DELL’ELEFANTINO

Se un dettaglio così piccolo come l’illuminazione delle scene è l’unica cosa del libro che no non ho apprezzato al 100%  il motivo è uno solo: io vado pazza per il Piccolo Elliott, per il suo character design unico e le espressioni che l’artista è riuscito a dargli (sono di una tenerezza!).

Apprezzo molto anche  il modo in cui il mondo viene rappresentato dal punto di vista di Elliot, cioè dal basso verso l’alto.

Credo che sia un accorgimento ben ragionato che aiuta ancora di più ad avvicinare il bambino all’elefantino e a renderlo partecipe delle sue vicende.

Una cosa che in molti sottovalutano è il fatto che il bambino non vede il mondo come lo vediamo noi, in tutti i sensi.

Al bar per esempio, l’adulto vedrà il bancone dall’alto verso il basso, il bambino dal basso verso l’alto. Se dobbiamo disegnare il bancone di un bar in modo che risulti famigliare e riconoscibile per un bambino quale sarà quindi la rappresentazione migliore?

Mike curato ne tiene conto in tutte le sue tavole, rendendo Elliot un personaggio con cui i bambini “legano” immediatamente.)

DUE PAROLE SULLA TRAMA

Il Piccolo Elliot è, per l’appunto, piccolo, tanto che le più normali attività gli risultano difficili, ma lui si accontenta e vive la vita serenamente.

Elliot vive in una grande città dove raramente le persone si accorgono di lui, ma questo non è un problema, fino al giorno in cui si reca a comprare dolcetto. Sarà allora che non essere visto diventerà un limite all’apparenza insormontabile.

Per fare chiarezza su una situazione a volte serve allontanarsi dal proprio problema e provare a vedere le cose da un nuovo punto di vista, ed è proprio quello che farà Elliot,grazie all’incontro con un nuovo piccolo (anzi piccolissimo) amico.

Elliot e Topino dimostreranno insieme come “piccolo” e “grande” siano un concetto relativo, e come aiutandosi l’un l’altro, anche due “piccoli” possano fare la differenza.

Quest’albo è una Meravigliosa storia d’amicizia “per tutte le taglie”.

LO CONSIGLIEREI?

Sì, assolutamente, quella di Elliot è una storia tenerissima che ci insegna a “metterci nelle scarpe dell’altro” e anche a considerare il fatto che i nostri problemi sono sempre relativi e a volte quella che sembra una montagna insormontabile è solo un sasso nella strada (lezione difficile da imparare anche per gli adulti a volte!).

Mi piace molto anche il modo in cui Elliot personaggio “irreale” si sposa perfettamente con la città che invece è più “realistica” integrandosi perfettamente  con essa in modo che nulla appaia mai fuori posto.

Lo raccomanderei dai 3/4 anni in su fino alla II o III elementare.

Il testo è poco e di facile comprensione, non lo consiglierei a bambini più grandi di 8 o 9 anni perché per loro potrebbe risultare noioso e “troppo semplice”, ma ognuno è diverso…non si sa mai…