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Titolo opera: Il Piccolo B
Età consigliata:  dai 3 anni
Autore/Illustratore: Agee Jon
Editore:  Mondadori
Anno di pubblicazione:  2014
Copertina rigida, rilegato, 40 pag.
Fascia di prezzo :7,00-14,00€
Pro: chiaro, ben illustrato
Contro: –

 

IL PICCOLO B. LA TRAMA IN DUE PAROLE

Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia.
-Proverbio-

Così si dice, e la casa del Piccolo B è davvero l’unico luogo al mondo in cui lui vorrebbe vivere, peccato che non valga lo stesso per la sua famiglia che di vivere al Polo Nord proprio non ne può più! Stanno giusto per trasferirsi in un luogo più caldo quando vengono bloccati in casa dalla neve…e chi correrà in loro aiuto?

Proprio il piccolo B! Riuscirà a  convincere la sua famiglia a rimanere?

UN LIBRO A TEMA NATALIZIO

Premetto che non amo le storie a tema natalizio: in generale la maggior parte sono banali, scialbe ed eccessivamente edulcorate. Nonostante ciò verso novembre/dicembre diventano inevitabili e quindi sono stata costretta ad iniziare la mia ricerca. Avevo bisogno di almeno una decina di storie di Natale, la qual cosa non mi faceva impazzire e così mi sono rivolta alle colleghe e al ***magico mondo dell’internet*** e così è saltato fuori il Piccolo B. E non mi ha delusa.

Il piccolo B è il membro minore della famiglia Natale, il che tecnicamente rende il suo nome B. Natale …il che rende a sua volta ben chiaro dove la storia voglia andare a parare (cosa di cui mi sono accorta vergognosamente tardi)…se poi aggiungiamo a questo il fatto che gli hobby del Piccolo B includono scendere dai camini beh la sua identità non risulterà certo un segreto! Nonostante questo se vi aspettate la classica storia del vecchio con la barba bianca che realizza i desideri dei bambini, cambiate libro, il Piccolo B vuole essere qualcosa di nuovo, fresco e divertente, e “svecchiare” un po’ le solite trame di Natale trite e ritrite sulla gioia nei cuori, le stelle comete e gli abeti decorati.

Nel caso non si fosse già capito non sono una grande fan di questa festività che reputo ormai una manifestazione del capitalismo al suo massimo splendore e che, almeno a mio avviso, è ammantata di una certa ipocrisia.

Però ai bambini piace, e le letture esistono innanzitutto per loro.

UN ECCEZIONE RISPETTO ALLE SOLITE STORIE DI NATALE

Forse il motivo per cui  ho apprezzato particolarmente Piccolo B, oltre al fatto che rappresenta un’eccezione per quanto riguarda il filone narrativo natalizio, è proprio il design del protagonista che ci viene presentato come questo piccolo e tozzo bambino in tuta rossa dal carattere attivo e dall’aria furbetta.

Non affezionarsi a lui risulta praticamente impossibile e anche se si tratta pur sempre di una storia di Natale, non è per niente edulcorata né scontata: inizia in modo anomalo, prosegue in modo anomalo e non svela la sua vera natura  fino alla fine.

Per l’adulto non riserva sorprese, ma molti bambini si interrogano fino ala fine sull’dentità del PIccolo B.

Appare evidente lo sforzo di chi l’ha creata di portare qualcosa che fosse sì smaccatamente natalizio, ma allo stesso tempo nuovo e divertente.

In generale già il fato che una storia di Natale tenti vie nuove e un “twist finale” la rende particolarmente riconoscibile. Certo non è un capolavoro e non ne comprerei una copia da mettere nella mia personale libreria (cosa che ho fatto con Klassen <3) ma, soprattutto nel suo genere, spicca nel mucchio e sicuramente la porterò con me per le letture invernali.

Simpatico, e dalle illustrazioni ben realizzate “Piccolo B” è sicuramente consigliato a tutti coloro che sono alla ricerca di un libro  a tema sul Natale.