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Titolo opera: Nel paese dei mostri selvaggi
Età consigliata: dai 3 anni
Autore/Illustratore: Maurice Sendak
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione:  2017
Copertina rigida: 44 pag.
Prezzo: 13,50 €
Pro: ottima rivisitazione grafica del classico
Contro: traduzione*

 

DUE PAROLE SULLA TRAMA

Ma proprio due di numero perché questo è un classico che è praticamente impossibile non conoscere.

la storia racconta di un briccone di nome Max e di come, mandato in punizione dalla mamma per le troppe marachelle, il bambino finisca nel PAESE DEI MOSTRI SELVAGGI.

Qui Max farà la conoscenza dei buffi e iconici personaggi di Sendak, con i quali si scatenerà…ma sarà tutto oro quel che luccica?

E al piccolo Max non verrà un po’ di nostalgia di casa?

I MOSTRI SELVAGGI SONO TORNATI

“E adesso” urlò Max “Attacchiamo la ridda selvaggia”.

Ora che ci penso era un po’ di tempo che non inserivo una citazione in un articolo, ma i Mostri Selvaggi me lo hanno ricordato, infatti lo sentivo quasi come un dovere visto che uno dei punti più importanti di questo articolo riguarderà proprio il testo del libro.

In particolare le sostanziali differenze fra le vecchie versioni e quella nuova.

Innanzitutto iniziamo con il dire che una nuova edizione di “Nel Paese dei mostri selvaggi” ci voleva proprio e in generale la sensazione è quella di una boccata d’aria aperta.

Ad invocare il ritorno di Max e dell’allegra combriccola erano in molti: genitori, insegnanti di asili e materne, e singoli  lettori incapaci di trovare una copia anche a pagarla 🙁  come la sottoscritta.

Anche realtà importanti come i Topipittori  si erano interrogati sul temporeggiare di Adelphi .

L’articolo che personalmente ho trovato molto carino mi ha fatto scoprire, fra le altre cose, che anche l’ex presidente USA Barack Obama è un fan del libro e che, a quanto pare, lo leggeva personalmente ai bambini della Casa Bianca.

Sono quelle piccole curiosità che fa sempre piacere sapere.

L’ACQUISTO DELLA MIA COPIA, POI LA SORPRESA

il libro era già disponibile nelle librerie il 16 gennaio e dato che l’edizione precedente, quella della Babalibri, ormai da tempo aveva raggiunto livelli di rarità paragonabili a quelli di un (costosissimo) unicorno mi sono fiondata in libreria alla velocità della luce.

Così ho potuto tenere finalmente in mano la mia personale copia di “Nel Paese dei mostri selvaggi” e ho potuto notare con piacere la cura e l’attenzione ai dettagli che la caratterizzavano.

Ho tolto il cellophane, ho ammirato la sovracoperta illustrata con immagini nitide e dall’ottima rielaborazione grafica, sotto di essa ho scoperto un raffinato dorso coperto di tela, e ancora, una volta aperto il libro, immagini più grandi e più luminose di quanto non fossero in precedenza.

Ero felice come un bambino messo di fronte ad una torta nel giorno del suo compleanno…poi il piccolo dramma.

Ho letto il testo.

E non corrispondeva affatto alle mie aspettative, infatti era completamente diverso da come me lo ricordavo.

IL NUOVO ADATTAMENTO DEL TESTO

L’ “inghippo” è presto svelato: semplicemente si trattava di un’altra traduzione, cosa che fra l’altro era anche scritta ovunque ma nella fretta di portarmelo a casa non ci avevo badato per niente.

Senza togliere nulla a Lisa Topi ( non conosco la versione in lingua originale del libro, per cui potrebbe essere addirittura più accurata di quella di Alessandro Porta…davvero non ho le capacità di fare un confronto “tecnico” serio fra le due versioni) devo dire che veder cambiare un testo che ormai a forza di ripeterlo conoscevo a memoria e che identificavo, riga per riga con il libro stesso è stato un piccolo “trauma” e mi ha delusa.

Dopotutto tutte le edizioni italiane avevano conservato la stessa traduzione …non esistevano varianti.

Non mi aspettavo varianti e il non trovarmi di fronte il testo a cui ero abituata mi ha spaesata.

Mi sembrava che “mancasse” una riga qua e là, mi chiedevo il perché di certe scelte linguistiche… la “RIDDA SELVAGGIA” era sparita.

Nulla, non mi ci trovavo.

Riconosco che la nuova traduzione rende il testo forse più immediato e magari anche più comprensibile per un bambino (io stessa ho dovuto cercare, la prima volta “ridda” sul dizionario) …ma queste riflessioni non mi sono servite che da magra consolazione.

A CONTI FATTI LO RICOMPREREI

Probabilmente è un errore mio, forse sono un lettore viziato…come un bambino capriccioso che non vuole cambiare le sue scarpe preferite con un paio nuovo e fa i capricci, punta i piedi e in definitiva non vuole accettare il cambiamento.

Posso dire di essere del tutto soddisfatta del mio acquisto? Sicuramente no, anche se non dubito che in molti possano trovare nell’edizione Adelphi un valido sostituto e un sincero divertimento per i propri figli e/o piccoli alunni.

Dopotutto mica tutti dobbiamo conoscere “Nel Paese dei mostri selvaggi” a memoria! –> in nessuna delle ora DUE versioni disponibili.

Lo ricomprerei?

Sicuramente sì, a prescindere dal fatto che preferisca la vecchia traduzione a quella nuova.

Penso che questo libro sia un must have dei libri per l’infanzia e per un po’ non ho voluto fare altro che metterci sopra le mie zampette da elefante.

Alla fine traduzione solita o meno l’importante è che il libro sia finalmente qui dopo che NON NE USCIVA UN’EDIZIONE DA ANNI.

Tutto il resto è secondario.

Sono corsa in libreria appena l’ho saputo, e sebbene la mia gioia iniziale sia stata un po’ ridimensionata rifarei tutto da capo 🙂

UN TITOLO CONTROVERSO ?

Nell’articolo dei Topipittori si cita il fatto che per anni questo titolo è stato molto controverso ed è addirittura messo al bando in alcune scuole…io non avevo nemmeno idea che esistessero persone a cui potesse non piacere!

Vorrei proprio sapere se davvero il dibattito è così acceso e se sono di più gli amanti del titolo oppure i detrattori. Voi lo amate o lo odiate?

Qualche giorno fa parlando dell’argomento con una simpatica libraia (stavo andando a ritirare “Il Buio” di Snicket e Klassen) lei ha scosso la testa e ha detto.

I tempi cambiano e così il linguaggio, non c’è niente di male nel fare degli adattamenti.

Quella portata da Adelphi sarebbe quindi una ventata di novità allungo attesa…e magari chissà è davvero così. l’unica cosa certa è che adesso il volume riposa sul mio scaffale (dove in una forma o nell’altra è giusto che stia).