(4 / 5)

Quando mi sono imbattututa in “L’orso e il piano” di David Litchfield stavo cercando altro, le mie dita frugavano in modo inquisitorio gli scaffali della biblioteca e qualcosa che allora non seppi identificare mi spinse a indugiare su quel libro in particolare.

Ora so di cosa si trattava: un eco.

L’orso in copertina aveva infatti qualcosa di famigliare: frugando il libro riuscì a trovare qualche informazione sull’autore, tale David Litchfield, che all’epoca ancora non conoscevo. L’autore citava le sue varie fonti d’ispirazione  e una di loro era proprio, che ci crediate o no, il mio amato Jon Klassen.

Quando lessi il suo nome capì cosa mi aveva fatta indugiare sulla copertina di “L’orso e il piano” piuttosto che su un’altra.

In effetti l’elemento “Klasseniano” era ben distinguibile, ma c’era altro, un uso diverso e particolareggiato della luce che a Klsasen mancava.

Texture differenti e un “peso” diverso dei corpi che  avevano una tridimensionalità tutta loro, anche questa assente in Klassen.

Naturale direte voi, dopotutto si tratta di un altro illustratore/autore e quindi è più che ovvio che abbia un suo stile ed una sua individualità! Certo, comunque ad affascinarmi fu il mix  di elementi nuovi e di elementi conosciuti.

Pensai che se la storia fosse stata all’altezza delle immagini, avrei dovuto assolutamente parlarne nel blog.

E ORA SIAMO QUI, E PARLIAMO DI ORSI

Ovviamente se sto scrivendo questo articolo è perché il libro mi è piaciuto, ma se parliamo di orsi quello vendicativo e ironico di Klassen si trova agli antipodi con quello di Litchfield.

La storia di Litchfield è quasi motivazionale: un orso,  torva un piano e un po’ alla volta coltiva un talento che non avrebbe mai pensato di avere.

Per vedere il suo talento riconosciuto l’orso dovrebbe però lasciare la sua foresta natia e spostarsi in città, dove i suoi amici e familiari non potrebbero seguirlo. Quale scelta è la migliore?

Cercare le luci della ribalta abbandonando gli amici , oppure lasciare che il suo talento per la musica rimanga sconosciuto ai più? L’orso farà la sua scelta.

Un bellissimo libro sull’amicizia, sull’importanza di perseguire i propri sogni, ma anche sulle seconde possibilità.

Lo consiglio. Libro dolce e delicato, lo trovo adatto ai bambini più riflessivi, o ai momenti in cui quello che si sta cercando nel libro non è  tanto una risata (che va sempre bene come ci insegna il Jon <3 ) ma una parola incoraggiante, di conforto.

Forse per il confronto istintivo con uno dei miei autori preferiti mi aspettavo un po’ di ironia e divertimento dal libro, ma non ci ho messo molto a capire che non sarebbe stato così e che l’emozione che esso  voleva trasmettere era totalmente diversa, ma non per questo meno valida.

Una storia toccante, forse non da disco di platino, ma sicuramente da disco d’oro

Quattro stelle piene. Nota particolare la grafica che è davvero eccellete.

Aspetto con ansia di imbattermi in altre pubblicazioni di questo dotato autore.