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Ci sono argomenti che sono complessi per natura proprio per questo rimango affascinata quando li vedo spiegati in maniera semplice. Questo è quello che mi è accaduto con il libro Dov’è l’elefante? di Stephane Barroux.

La semplicità è scelta anche nel metodo narrativo: il libro si disfa delle parole per lasciar raccontare tutto alle figure. Sì, si tratta di un silent book. L’unico vero e proprio testo che incontreremo sarà all’inizio dell’albo, quando ci verranno presentati i tre protagonisti di quest’avvntura: l’elefante, il serpente e il pappagallo.

Il compito del lettore sarà quello di ritrovare questi tre personaggi all’interno del paesaggio in mutamento: un po’ come un Wimmelbuch, ma diverso. Qui lo scopo non è la pura ricerca del personaggio e i dettagli non sono poi molti: lo scopo è rendersi conto, tramite appunto “la ricerca dell’elefante” di quanto e come l’ambiente intorno a lui (e agli altri due protagonisti) cambi.

IL NOSTRO IMPATTO SUGLI ANIMALI: UN PENSIERO A MISURA DI BAMBINO

Si passa dalla prima tavola, che vede il pachiderma felice, nascosto in una rigogliosa foresta, a paesaggi via via più grigi costellati di edifici e tronchi di alberi abbattuti. 

Assistiamo alla deforestazione.

Assistiamo all’urbanizzazione selvaggia.

Quello che questo libro vuole fare è costringerci a prenderne atto, e a prendere atto delle conseguenze di ciò, fungendo magari da spunto ad una conversazione con i bambini, partendo da domande semplici “Perché la foresta diventa sempre più piccola?” “Dove andranno l’elefante e i suoi amici?”

“C’è qualcosa che possiamo fare per evitare che lo spazio degli animali gli venga portato via in questo modo?”

UN LIBRO GIOCOSO, MA DAI TEMI IMPORTANTI

Dov’è l’elefante è sia un vero e proprio gioco dove è necessario trovare il personaggio nascosto, sia una riflessione sui cambiamenti legati a deforestazione e urbanistica incontrollata e al modo in cui questi due fattori incidono sulla vita degli animali.

In definitiva è un libro che pur essendo “muto”  nel vero e proprio senso della parola e nella sua completa assenza di testo vuole farci riflettere sul rapporto uomo-animale, che non è paritario e infatti vediamo che man mano che lo spazio dell’uno cresce quello dell’altro si riduce, fino a che non ne resta niente e gli animali sono costretti alla fuga.

Li troviamo infatti alla fine dell’albo su di un’imbarcazione, intenti a navigare verso nuove terre dove, forse, troveranno nuovi spazi e la serenità che hanno perduto.

Comunque penso che non ci siano parole migliori di quelle dell’autore per descrivere questo libro e le ragioni che hanno portato alla sua creazione, proprio per questo è con quelle parole che vi voglio lasciare:

Un saluto dall’elefantina lettrice, che finora non è ancora in via d’estinzione, ma sta comunque pensando di imbarcarsi verso nuove foreste 😉 comunque questi saranno argomenti per un altro articolo.

Per ora saluto anche #greenmarked senza le cui moderate, ma utili pressioni la mia rubrica della natura non avrebbe cadenza così regolare 🙂 come del resto accade per il resto del blog visto che ultimamente sono piena di impegni.

A presto, e buona lettura.