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Titolo opera: L’anatra, la morte e il tulipano
Età consigliata:  dai 5 anni
Autore/Illustratore:  Wolf  Erlbruch
Editore:  Edizioni E/O
Anno di pubblicazione:  2007
Copertina rigida, 32 pag.
Prezzo: 14,00€
Pro:  delicato, aiuto per elaborare il senso di perdita
Contro: –

LA MORTE SPIEGATA AI BAMBINI

Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di “L’anatra, la morte e il tulipano” , di Wolf Erldbruch, quasi per caso, ma è stato un colpo di fulmine. Mi ha catturata immediatamente e dire che mi son innamorata dei personaggi è dire poco.

Certo “L’anatra, la morte e il tulipano” è senza dubbio un libro cupo che parla di morte, ma lo fa in una maniera talmente delicata da renderlo un libro adatto anche ai più piccoli.

La trama è semplice e ben delineata e s’incentra su un’anatra, di cui non ci viene detto il nome che da qualche tempo “ha una strana sensazione”. Voltandosi, un giorno, scopre dietro di sé la Morte.

Si tratta di una Morte dall’aspetto inoffensivo, quasi dolce, che venendo scoperta dice solo “Finalmente mi hai notata”.

La Morte informa l’anatra che è lì per tenerle compagnia, nel caso in cui “le capiti qualcosa”.

A quel punto l’anatra è giustamente angosciata, ma la Morte descritta da Erldbruch, come anche l’anatra imparerà presto, non è affatto una Morte da temere.

Non ha intenzione di fare del male alla sua nuova amica piumata…dopotutto agli incidenti… come anche a tutto quello che può capitare ad un’anatra…ci pensa la vita.

SPIEGARE SENZA SPAVENTARE

Amo di questo libro le sue illustrazioni, ma soprattutto la sua dolcezza.

Avrei detto che non è possibile rendere espressivo, addirittura amabile, uno scheletro dalle orbite vuote che indossa una tunica, ma Erldbruch ci è riuscito.

Proprio a questo è legata una delle caratteristiche principale di questo libro: “L’anatra, la morte e il tulipano” pur trattando temi cupi non fa paura.

Non vuole spaventare il bambino quanto piuttosto aiutarlo ad elaborare il senso di perdita, aiutarlo farsi una ragione del fatto che qualcuno può non esserci più e che comunque la vita va avanti, seppur con un po’ di malinconia.

La morte di Erldbruch non giudica, non spaventa, non incombe, ma semplicemente è.

Non viene descritta come qualcosa di intrinsecamente negativo, ma accade, e una volta che è accaduta non resta che andare avanti.

INFINE ANDARE AVANTI E SUPERARE IL LUTTO

Questa è anche una storia d’amicizia poiché il rapporto che viene a crearsi fra la morte e la papera ha in sé qualcosa di dolce.

La Morte segue sì la papera, ma discute amabilmente con lei, non la lascia mai sola e si ha come l’impressione che vi sia una certa gentilezza nei suoi modi.

C’è un senso di routine nel dialogare della morte e della papera che si interrompe solo quando la papera si addormenta e non si sveglia più.

Non servono spiegazioni: a quel punto al lettore non resta che chiudere il libro, mentre la Morte va avanti, un po’ più sola di prima, ma anche un po’ più ricca, come sempre accade quando qualcuno entra nella nostra vita.

Non ci sono né violenza, né traumi, solo una tristezza che  è controllata e assimilabile proprio perché avvolta dai colori e dalle ambientazioni della favola.

Un libro a tutto tondo per spiegare ai più piccoli concetti che spesso anche gli adulti non sanno come affrontare.

Consigliato per i bambini che stanno affrontando un momento difficile, come la perdita di una persona cara.