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Titolo opera: Il vecchio e il bambino
Età consigliata:  dai 5 anni
Autore/Illustratore:  Francesco Guccini, Fabio Magnasciutti
Editore:  Lapis
Anno di pubblicazione:  2002
Copertina rigida, 28 pag.
Prezzo: 12,00€
Pro:  poetico, ottimo ritmo narrativo, ben illustrato
Contro: complesso per il bambino

 

“….E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

-Francesco Guccini- (cantautore)

 

 UNA CANZONE PIENA DI RICORDI

In questo caso iniziare l’articolo citando una parte della canzone (la mia parte preferita) era d’obbligo: io amo Guccini, e con questo non intendo dire che non sono un’esperta, non conosco tutte le canzoni in ordine di anno d’uscita…anzi non le conosco proprio tutte.

E anche se saprei cantarne alcune a memoria non chiedetemi i titoli.

Quando dico che amo Guccini intendo dire che lo amo, come amo l’odore del pasticcio di nonna a Natale, o il modo particolare in cui d’estate il sole cade sulle piastrelle di camera mia… fa parte della mia vita, è famigliare e mi riporta alla mente i lunghi pomeriggi passati con papà, in maniera più specifica i lunghi viaggi in macchina.

Forse sarebbe più corretto dire che papà ama Guccini, e io amo papà. C’è stato un lungo periodo di tempo che va dai miei quattro ai miei dieci anni circa in cui papà non ascoltava altro che Guccini, tanto che dopo un pò, sebbene fossi una bambina decisamente troppo giovane per apprezzare i suoi testi.

Ovviamente dopo una lunga fase in cui li odiavo ed ero stufa di sentirli! (Ah, beata infanzia!)

Forse non ne sapevo niente di musica, e forse, potendo scegliere, avrei preferito altro, ma Guccini  si era imposto, così come sanno imporsi ad un bambino le cose che un genitore sceglie per lui.

Quindi no, non sono un’esperta di Guccini e l’unica volta che suonò vicino alla mia città io sarei voluta andare ad un altro concerto (di Avril Lavigne, perché ho avuto un’adolescenza come tutti)…ma tant’è…amo le sue canzoni, quando mi tornano in mente, e le amo, in quella versione “da macchina” che avevamo noi, una raccolta dei migliori brani cantata da un Guccini un po’ anziano, con un timbro di voce tutto suo, e forse un po’ triste per via dell’età.

Poi ho scoperto che in casa c’erano dischi con le stesse canzoni cantate da un lui più giovane che però non mi hanno mai trasmesso lo stesso sentimento.

DALLA CANZONE AL LIBRO PER BAMBINI

Il punto (treno dei ricordi a parte) è che quando ho visto il titolo di questo albo illustrato non ho potuto non pensare alla canzone.

Quando poi ho scoperto che si trattava proprio di quella…beh devo dire che ho avuto un piacevole piccolo infarto. L’albo non è proprio nuovissimo, e forse la sua esistenza è nota ai più…ma per me, che me lo sono ritrovato fra le mani nel 2017, è stata una sorpresa completa.

Sulla trama non c’è nulla da dire, non c’è una trama vera e propria se non quella del testo della canzone, io ne ho riportato solo una parte, ma il testo integrale è tranquillamente reperibile sul web.

Basterà sapere che un vecchio e un bambino, camminano assieme, è sera.

Il vecchio descrive il paesaggio come lo ricorda in stridente contrasto con la visione che i due si trovano di fronte in quel momento e il bimbo prova ad immaginare tutto, convinto che sia una favola, che  il vecchio si è inventato.

PENSATO PER IL “VECCHIO” E NON PER IL BAMBINO

Pur non togliendo nulla a Guccini come artista (perché non potrei neanche volendo) non credo che lui avesse  in mente un pubblico di bambini quando scriveva “Il vecchio e il bambino”, e questa è una cosa che invece è richiesta a chi, per l’appunto, scrive libri per bambini.

Il risultato di questa “transizione” da un linguaggio artistico ad un altro ha generato sì un lavoro di ottima qualità, ma dal pubblico non ben definito.

Se la canzone parla al cuore dell’adulto (che facilmente si presta a sentimenti come la nostalgia) le immagini e il formato del libro sembrano volerci comunicare che esso è in realtà pensato per il bambino.

Certo è possibile che un bambino apprezzi l’opera, soprattutto se essa gli viene in qualche modo “cantata” dal genitore, ma è anche vero che il piccolo avrà della storia una visione parziale (non è possibile che apprezzi, fin dalla tenera età il testo a tutti i suoi livelli di lettura, proprio perché, come la sua controparte testuale, non ha vissuto abbastanza da vedere il mondo cambiare e poter provare empatia per il vecchio).

Come libro per bambini  non posso quindi dire che sia fra i migliori, nonostante il testo splendido e le illustrazioni altrettanto meravigliose che si sposano perfettamente con esso. Ci sono senza dubbio libri pensati per i bambini che si prestano meglio di questo alla lettura per certe fasce d’età.

LO CONSIGLIEREI?

Questo libro, in generale dà come l’impressione di essere stato pensato per il vecchio più che per il bambino, o per i nostalgici, come me.

Tuttavia quando si acquista qualcosa per qualcun altro è forse meglio considerare le sue necessità piuttosto che le nostre.

Meglio quindi rivolgerci al Dr.Seuss, i cui testi saranno certo meno maturi o sensati (lui è il maestro del non-sense), ma di sicuro più adatti al tipo di pubblico.

Non sconsiglio comunque questa lettura.

Si legge sempre meglio quando si legge qualcosa che si ama e questo testo è facile da mare.

Invita ad essere cantato, quasi come una ninna nanna, e chissà che proprio in una ninna nanna non si possa trasformare.

Un piacevole rituale prima di andare a dormire da condividere assieme al genitore.

In ultimo vorrei ringraziare mio padre, perché non mi ha dato spesso quello che volevo, ma sempre quello che  mi serviva…ti voglio bene 🙂 vecchio