Buongiorno ai lettori dall’elefantina lettrice, che finalmente è tornata.

Chi segue il blog sa che ho iniziato la mia avventura nei libri in biblioteca grazie ad un progetto di servizio civile, che purtroppo come tutte le cose belle, è destinato a concludersi.

Gli addii mi mettono sempre addosso un certo quantitativo di tristezza, senza contare che ho amato la mia biblioteca, e proprio per questo, prima di andare, volevo parlarvi ancora di una sua iniziativa, legata al celeberrimo romanzo “Il nome della rosa”, di Umberto Eco.

Questo romanzo,assieme alla normale tournée di letture animate per bambini è  una delle cause principali della mia assenza dal blog.

La biblioteca ha coordinato il nostro gruppo di volontari con quello formato da alcuni ragazzi del Liceo Prati di Trento e il risultato è una rappresentazione basata sulla lettura di brani selezionati del romanzo.

UNO SGUARDO DIVERSO AL ROMANZO DI UMBERTO ECO

I ragazzi del liceo Prati hanno scelto autonomamente i brani da rappresentare e le loro scelte hanno dato una “forma naturale” al canovaccio: ne risultano valorizzati gli aspetti formativi del romanzo, nonché alcuni brani in cui il giovane Adso, apprendista di Guglielmo da Baskerville, esprime i suoi sentimenti riguardo una particolare fanciulla, e più in generale racconta di come gli eventi ai quali assiste nell’abbazia lo abbiano trasformato nella persona che è al momento della stesura del testo.

Proprio per questa grande attenzione alla figura di Adso è stato scelto il titolo: “L’Adso innamorato”.

L’amore di cui si parla però non è solo quello (più immaginato che vissuto) di Adso per la ragazza senza nome, ma anche quello verso la conoscenza, e verso un maestro, Guglielmo, che affascina anche il lettore, o che almeno ha affascinato me.
Anche se lo ammetto i miei personaggi preferiti erano altri, vedasi Aymaro da Alessandria che aveva delle battute memorabili, nonostante (chiariamolo) egli non fosse affatto avvezzo alla mormorazione.

Comunque il fulcro del progetto erano i ragazzi e la loro percezione del romanzo di Eco, la domanda che ci si poneva era

Il nome della rosa è un romanzo adatto anche agli adolescenti?

Il nome della rosa è un libro incentrato sul riso, e noi abbiamo anche riso, e molto,certo è difficile per un giovane affrontarlo da solo, ma il contesto che si è venuto a creare ha senza dubbio favorito un rapporto positivo con l’opera.

I GIOVANI NON LEGGONO? STEREOTIPI 🙂

Con i ragazzi ci siamo indubbiamente divertiti e lo spettacolo che é nato da quest’esperienza penso ci abbia resi tutti orgogliosi. 

Venerdì alle ore 17.00 si è tenuta l’ultima lettura. Per me è stata indubbiamente un’esperienza molto positiva e sono contenta di aver potuto partecipare.

Per concludere credo che sì, il nome della rosa possa essere un libro per adolescenti nonostante all’inizio possa “intimidire”.

Quello dei giovani che non leggono credo sia uno stereotipo abbastanza ingiusto, certo magari non amano troppo i grandi classici (CHE POI, ANCHE QUESTO, CHI LO DICE?) , ma anche se fosse leggere tutti gli “Harry Potter” o finire “Le cronache del mondo emerso” o “Il trono di spade” non sono certo scherzi!

In ultimo vorrei ringraziare il mitico Paolo Malvinni senza il quale niente di questo sarebbe stato possibile.