(4 / 5)
Titolo opera: Il Cavaliere Panciaterra
Età consigliata: dai 5 anni
Autore/Illustratore: Gilles Bachelet
Editore: Il Castoro
Anno di pubblicazione:  2015
Copertina rigida: 36 pag.
Prezzo: 15,00 €

 

Oggi parliamo dI: “Il Cavaliere Panciaterra” un titolo a cui mi sono colpevolmente avvicinata inizialmente solo per ragioni estetiche attratta dalla copertina, perdonatemi la leggerezza.

Con questo lavoro Gilles Bachelet si aggiudica defintivamente un posto nel mio cuore assieme ai miei amati Jeffers e Klassen.

IL CAVALIERE PANCIATERRA: TRAMA

La nostra storia ha inizio al canto del gallo con il risveglio del Cavaliere Panciaterra.

Il Cavaliere è colto dalla fretta, pur essendo una lumaca, nel momento in cui viene a sapere che la sua aiuola di fragole è stata invasa dal suo nemico Cornomolle e relativo esercito.

Non c’è un minuto da perdere! Così il nobile Panciaterra  si avvia verso la battaglia il più in fretta possibile ( e cioè mooolto lentamente).

 

Questo albo illustrato si gioca tutto sull’ironia di testo e figure che convivono  e si completano a vicenda in un mix riuscitissimo!

 

Vorrei segnalare inoltre che i personaggi risultano tutti molto espressivi, il che è sorprendente se si considera che nessuno di loro è dotato di veri e propri occhi!

Bachelet è riuscito a renderli talmente comunicativi che di questa assenza mi sono accorta solo ad una seconda lettura.

Guardando l’albo con più attenzione, non ho potuto fare a meno di notare anche una serie di citazioni e “omaggi” che mi ha davvero divertita e che non mi aspettavo in così gran numero.

La sensazione durante la lettura era la stessa che avrei provato se si fosse trattato di una caccia al tesoro, tanto che ad un certo punto mi sono ritrovata a “frugare” fra le pagine alla ricerca di qualche dettaglio che potevo essermi persa.

RIFERIMENTI NASCOSTI

In questo albo i riferimenti ad altre opere non si risparmiano. Se in precedenza avevo parlato del Maialibro e dei maialini nascosti qui e là fra le pagine, dei riferimenti presenti nel Cavaliere Panciaterra si potrebbe parlare per ore .

Da Batman, a Hello Kitty, ma anche Dumbo, Elmer l’elefante variopinto, Babar, Don Quixote,il Brucaliffo e chi più ne ha più ne metta.

Con un po’ di attenzione riusciamo a trovare anche Bachelet stesso nelle vesti di San Procrastino!

Lo raccomanderei a bambini dai 9 anni anche se oggi l’ho portato ad una lettura e ho visto che la sua struttura semplice, che riprende la fiaba classica, lo rende immediato anche per i più piccoli.

In ogni caso non lo consiglierei sotto i 5 anni.

Un’ultima nota positiva che volevo condividere a riguardo del “Cavaliere Panciaterra” è come la sua casa risulti “vissuta”, piena di piccoli oggetti famigliari e piccoli “cambiamenti” fra una scena e l’altra.

Capiamo subito che quella casa non è vuota e i personaggi hanno continuato a vivere normalmente durante l’assenza del protagonista e del lettore.

Per esempio, ho apprezzato molto il fatto che fra le due scene ambientate in camera da letto sia passato del tempo e di conseguenza qualcuno abbia cambiato i fiori in vaso, a non solo, qualcuno ha anche usato il vaso da notte perché l’anta del mobile non è più nella stessa posizione di prima.

Sono cambiati anche i giochi nelle “cucce” dei bruchi domestici ecc… ecc…

UN TITOLO CAPACE DI FARSI RICORDARE

Nella cucina di Panciaterra c’è calendario dei pompieri con tanto di data, tutto in versione lumaca  e questo mi ha fatto pensare tantissimo a casa mia.

Mio nonno che ne aveva sempre uno in cantina.

Attraverso una cosa così piccola e apparentemente insignificante il libro è riuscito a stabilire con me un qualche tipo di connessione.

Credo sia questa la magia di Bachelet, che riesce a far percepire i suoi personaggi come “veri e vivi” anche se si tratta solo di giganteschi lumaconi su carta stampata.

L’unico motivo per cui valuto il libro 4 stelle e mezza anziché un 5 è che, in fin dei conti, sempre di un albo per bambini si tratta, e penso che i più piccoli non possano cogliere appieno quelle tante piccole cose che a me lo hanno fatto apprezzare.

Per loro questa non sarà poi tanto diversa da una qualsiasi altra storia di cavalieri, anche se certamente un po’ più comica.

Forse però crescendo il bambino imparerà ad apprezzare di più questo titolo e, con curiosità, potrà divertirsi a scoprire ogni volta qualcosa di nuovo in un libro che forse credeva di conoscere già al 100%.

LO CONSIGLIEREI?

Quando penso al Cavaliere Panciaterra, penso a quei libri, e ce ne sono molti, fatti quasi più per piacere al genitore che al bambino, ( alla fine è lui che compra!).

In parte, magari è così, ma questo dovrebbe influenzare negativamente l’opinione che ho di questo titolo?

Alla fine cos’è un buon libro per bambini, se non quello che da adulti si fa ricordare con piacere e un pizzico di nostalgia?

Per me, questo albo ha tutte le carte in regola per riuscirci e sono sicura che questo nobile lumacone , piano, piano, riuscirà a farsi strada nei cuori dei lettori sia grandi che piccini, con me ci è riuscita senza dubbio :).