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Oggi finalmente riesco a parlarvi di un libro che avevo nel cassetto da qualche mese: gli “Ughi in: Io non c’entro!”, scritto e ilustrato da Oliver  Jeffers, autore di cui avevo già parlato nella recensione de “L’incredibile bimbo mangialibri!” <– se non l’avete letta la trovate al link.

Dello stesso autore consiglio anche “Quest’alce è mio” che spero di riuscire a recensire al più presto.

Chi sono gli UGHI, adorabili conformisti, e perchè ci piacciono tanto

Gli Ughi sono dei piccoli omini biancastri (dall’aspetto vagamente simile ad un tic-tac) e hanno una caratteristica: sono tutti uguali.

Non bisogna però pensare che la cosa sia un problema: gli Ughi vivono in gruppo e fanno del conformismo un valore positivo. Capita però che qualcuno di loro abbia delle idee “differenti” come nel caso de “Gli Ughi in: la maglia nuova” oppure che si trovi in contrasto con gli altri per altri motivi (a volte anche senza sapere quali, come in questo libro). Cosa fare allora?

Alla fien gli ughi sono una parodia della nostra società a misura di bambino. Certo, sono buffi, e i loro problemi sono versioni semplificate dei problemi che si presentano anche in età adulta quando bisogna “convivere con gli altri”, ma proprio per questo risultano comprensibili e sono in grado di trasmettere al bambino comportamenti utili, senza risultare mai pesanti o avere un tono paternalistico.

Altre volte ancora, non vogliono insegnare proprio nulla, ma puntare il riflettore su alcuni comportamenti che sono sì considerati normali, ma che a ben guardare, mettiamo in atto in automatico, senza chiederci se siano giusti o sensati.

Visti con gli occhi dei buffi personaggi riusciamo finalmente a mettere quei comportamenti in discussione e a farci una risata su.

Io non c’entro!

Questa breve introduzione voleva presentarvi gli Ughi in generale (e i libri di cui sono protagonisti), adesso invece guarderemo nello specifico questo “episodio” delle loro avventure.

Io non c’entro! si apre con degli Ughi intenti in un’accesa discussione (non ci è dato sapere a che riguardo, visto che la storia è raccontata in maniera visiva e con uno stile a tratti fumettistico, per cui il vociare e le urla sono resi graficamente con degli scarabocchi). In ogni caso qualcosa è stato detto/ fatto e qualcuno deve esserne il responsabile. Parte quindi una serie di “scaricabarile a catena” in cui ogni Ugo si discolpa e accusa il seguente.

Alla fine della lunga catena di dita puntate contro il prossimo?

Beh, il gruppo si rende conto di quello che noi e il bambino sappiamo fin dall’inizio: non sanno nemmeno per cosa stanno litigando!

E basta una piccola distrazione per far scendere i toni e riportare tutto alla normalità.

Gli Ughi sono personaggi deliziosamente umani, con cui è possibile identificarsi e che, mostrandoci i propri “difetti” in maniera simpatica, ci fanno riflettere sui nostri senza mai “fare la predica”. Smemorati e caotici, i personaggi di Jeffers ci insegnano a vivere con gli altri.

Un ultima curiosità che volevo condividere su questi personaggi è che sono stati creati dall’autore in un momento di noia mentre stava scarabocchiando sul suo taccuino e lui non pensava affatto di trasformarli in una serie di libri 🙂 ne tanto meno che sarebbero stati così amati.

La morale? Tenere sempre carta e penna a portata di mano! 🙂

Età consigliata dai 5 ai 7 anni.