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Titolo opera: Una fame mostruosa
Età consigliata: dai 3 anni
Autore/Illustratore: Michael Escoffier, Amandine Piu
Editore:  La Margherita, 2017
Pagine: 40
Prezzo: 11,90 €

 

Non aprite questo libro, o meglio fatelo solo se siete coraggiosi, perché pare proprio che al suo interno ci sia un mostro (o almeno così mi è stato detto).

Peggio ancora, pare proprio che quel mostro sia affamato!

Il suo piatto preferito? Naturalmente i bambini … Se solo ce ne fosse uno bello gustoso nelle vicinanze! Aspetta …pare proprio che ….sì, pare proprio che….

Buongiorno lettori!

Come avrete intuito oggi si parla di “Una fame mostruosa” un altro lavoro del caro Escoffier: sul blog lo avevo nominato per Buongiorno Pompiere e compagnia bella ma sono davvero tanti i titoli che sono associati al suo nome.

La maggior parte mi piacciono davvero molto e sono onestamente divertenti anche da leggere, seppur ovviamente dedicati ad un pubblico di piccoli o piccolissimi.

Che devo dire? Anche questa volta Escoffier  non mi ha delusa e anche se il titolo è appena arrivato in biblioteca (sì, lo so che è in giro da un po’, ma l’acquisto delle novità richiede un po’ di tempo)  “Una fame mostruosa” è già uno dei miei compagni di lettura preferiti.

Magari il libro in sé non rimane particolarmente impresso nel lettore (qui parlo per me, perché altri possono avere idee diametralmente opposte alle mie), ma devo dire che mi ha dato  molte soddisfazioni fin ora, anche solo per le reazioni dei bambini.

Alcuni bambini sgranavano gli occhi di fronte al “mostro”, altri spaventati, si coprivano gli occhi e altri ancora, più temerari che saltavano in piedi al grido “Leggi quello del dinosauro!”.

Dinosauro? Beh, immagino che  ci somigli in qualche modo. Bando alle ciance e andiamo dritti al punto: qual’è la trama di questo libro?

LA TRAMA IN POCHE PAROLE

Per molti versi si potrebbe dire che “Una fame mostruosa” non ha una vera e propria trama, e se ce ne fosse una sarebbe la più vecchia del mondo: il caro vecchio mostro che mangia i bambini e che, da un momento all’altro potrebbe uscire dal libro e divorare il piccolo ascoltatore. Nonostante questo (anzi, forse PROPRIO PER QUESTO) il titolo è da risate assicurate.

Gioca con uno schema immediatamente riconoscibile al bambino, anche se quest’ultimo è molto piccolo, e oltre a ciò rompe la “quarta parete” con un mostro che, ad un certo punto, si accorge di noi che lo osserviamo da fuori dal libro e si avvicina minacciosamente.

Geniale! Non che altri libri non abbiano usato in precedenza lo stesso stratagemma narrativo, basti pensare ad “Attenti arriva il lupo” della Babalibri. Questo libro però ha una marcia in più, complice anche il lato grafico che non potrebbe essere più azzeccato di così . I miei complimenti ad Amandine Piu.

La tensione si accumula piano piano, pagina per pagina con il mostro che si fa sempre più vicino e divora tutto ciò che incontra sul suo cammino, in maniera lenta e graduale in modo da farci capire che sì, probabilmente i prossimi saremo noi lettori.

Ma… proprio quando ogni speranza sembra perduta ecco il colpo di scena.

Pare proprio che per ora ce la siamo cavata per questa volt a e che il mostro “si occuperà di noi più tardi”. Potrebbe essere una buona occasione per chiudere il libro.

Che ne dite, siete abbastanza coraggiosi da riaprirlo in seguito? Lui potrebbe essere ancora lì, e avere voglia di uno spuntino!

CONSIDERAZIONI FINALI E “PUNTI DEBOLI”

Lo consiglio? sì, ma mi sembra comunque un libro “da 4 stelle”.

Certo è particolarmente efficace nel suo genere è molto divertente e di sicuro è comodo per le letture pubbliche e negli asili (oltre che nei nidi). Come ho detto inoltre è uno dei libri che preferisco portare con me perché tende a piacere a tutti.

Una fame mostruosa è realizzato in maniera intelligente,  ma non è un libro che acquisterei per la mia piccola libreria personale e non credo che abbia particolari “pretese”.

Nonostante sia simpatico e certamente ben fatto, anche nelle tempistiche narrative (con il suo crescendo di “tensione”) almeno per me lascia un po’ il tempo che trova.

Mi piace, questo sì, ma è un capolavoro? Non credo. 🙁

Questione di gusti, alla fine: dateci un’occhiata e vedete se questo “piatto” può essere di vostro gradimento.