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Oggi si prosegue con le segnalazioni <3

Qualche tempo fa avevo parlato di “Colori Ribelli”, di cui trovatela recensione qui  –> quello che non ho scritto è che ho avuto modo di leggere altri due titoli della medesima casa editrice, e anche considerati i tempi ristretti e i molti libri in cantiere, ho pensato di parlarvene “raggruppandoli” nella mia prima ( ma forse no ultima) recensione doppia. 🙂 Va anche detto che in questo caso il compito è reso più facile dal fatto che i libri hanno tematiche affini.

è da una fiaba che tutti arriviamo

Quest’albo consiste in una raccolta di rime e filastrocche sull’amore per il bambino (che c’è, o che deve arrivare).

Si tratta di un libro dolce e tenero adatto ai piccolissimi che hanno appena iniziato a porsi la fatidica domanda “Come nascono i bambini?”

Quello che mi è piaciuto particolarmente è che l’albo non si limita a fornire una sola risposta a questa domanda, ma ne fornisce diverse.

Alcuni sono nati da mamma e papà

Altri in una provetta

Altri son stati “donati” a qualcuno che non poteva avere bambini…e tutti, ma proprio tutti, meritano e ricevono amore dalla loro mamma (o chi per lei ) 🙂

Il messaggio è semplice e chiaro. I bambini nascono dall’amore. “Tu sei qui, in questo mondo, perché qualcuno ti ha cercato/voluto/amato” –> anche se non per forza il tuo genitore biologico.

L’albo è caratterizzato da illustrazioni dolci e da un testo in rima.

Petali

Sempre di amore si parla in “Petali” e anche qui il tema è affrontato sotto più punti di vista. In alcuni casi, come quello di Alessandra, bambina obesa, l’amore può essere rivolto  al sé, inteso come coraggio di accettarsi e amarsi per quello che si è, a dispetto del giudizio altrui. In altri casi può esserci la ricerca dell’amore altrui inteso come accettazione sociale, come nel caso di Luca, bambino autistico che trova un suo modo di connettersi agli altri attraverso il nuoto. I “Petali” del racconto sono bambini in qualche modo “diversi” e l’albo illustrato ci racconta il loro mondo, anche qui con grande delicatezza.

L’unica “nota stonata” almeno a mio parere, è nella prima storia, quella di Albi, affetto da ADHD, la storia è molto bella, e parla del buon rapporto che il bambino è in grado di sviluppare con una maestra che è in grado di vedere oltre il suo disturbo dell’apprendimento e che lo aiuta a scoprire i suoi talenti.

Da un lato ho trovato il racconto positivo; quando i bambini hanno un problema dell’apprendimento è troppo facile cedere alla “tentazione” d’identificarli con il disturbo stesso, non vedendo che OLTRE al problema c’è anche un potenziale che il bambino dovrebbe essere incoraggiato a sviluppare appieno.

Io stessa ho ADHD e so bene cosa significa essere visti “come il caso disperato”, quello che “è certificato che non ce la farà, quindi non vale neanche la pena perderci del tempo”.

Come Albi avuto la fortuna di avere anche insegnanti magnifici che mi hanno aiutata a fare progressi e, accettando il fatto che avevo dei limiti in determinati campi, mi hanno spinta a puntare al massimo su ciò che ero in grado di fare.

…è anche vero che l’ADHD è un problema serio è non mi è piaciuto molto quando nel libro la mestra manda il bimbo a fare un giro per calmarsi e lui dice che “funziona”….se per l’iperattività uno sfogo fisico può effettivamente aiutare un dislessico o un discalculico rimarranno tali a prescindere e la diagnosi non va assolutamente presa alla leggera.

Il bambino deve sentirsi normale, e potersi integrare, ma questo non lo rende automaticamente come gli altri–> ha dei limiti oggettivi e nessun giro in corridoio, corso sportivo, o attività artistica potranno cambiare questa cosa. Anzi, spesso la credenza che sia così porta i genitori a ignorare situazioni problematiche e non agire tempestivamente (io stessa ho avuto una diagnosi tarda).

Ci sono bimbi che hanno semplicemente molte energie, ma oltre un certo limite la cosa può essere sintomo di un VERO E PROPRIO DISTURBO E NON VA ASSOLUTAMENTE SOTTOVALUTATA, O LASCIATA CADERE NEL VUOTO AL GRIDO DI

“I BAMBINI SONO SEMPRE PIENI DI ENERGIE … TUTTO NORMALE”.

Questo comportamento è tossico e fa un disservizio al bambino stesso che non riceve tempestivamente l’aiuto di cui necessita.

Chiusa questa parentesi non posso fare a meno di consigliare il libro, che va a toccare con delicatezza una serie di bambini a volte definiti “problematici”…ma che hanno ancora molto da offrire per la loro diversità e non nonostante essa. Un ottimo modo per far capire ai propri figli la diversità, e cosa significa stare “dall’altra parte”, il lato di chi è additato perché troppo questo o troppo quello, o troppo poco di entrambi….